Andrea Marabotto

La gioia che riesco a regalare
è la mia ricompensa
Sono idraulico da oltre 20 anni. Da mio papà ho imparato il mestiere, anche se ci sono arrivato dopo aver provato altre strade. Come primo lavoro ho fatto l’artigiano e mi occupavo di tende da sole. Successivamente ho lavorato come operaio, ma non ho avuto l’occasione di crescere professionalmente perché non ho un titolo di studio. Questo mi ha spinto a dedicarmi alla libera professione. Lavorare con mio padre è stato fantastico. Lui era molto bravo e non si è risparmiato ad insegnarmi tutto con pazienza e precisione. Mi ha impartito la lezione più importante di tutte: a casa degli altri bisogna lavorare con tutta la cura che si metterebbe a casa propria. La trasparenza con il cliente è fondamentale, l’ho imparato fin dall’inizio. Mio padre è proprio una brava persona, anche fuori dal lavoro il nostro rapporto è sempre stato ottimo. Adesso si gode la pensione e io mando avanti l’attività aiutato da un collaboratore esterno. La ditta nel corso degli anni è cambiata parecchio, abbiamo aumentato i servizi proposti e questo ci ha portato ad avere un cambio di clientela. Chi mi sceglie non lo fa per il prezzo, ma per la qualità, la consulenza e la garanzia che offro. Come idraulico privato mi occupo di realizzare impianti per le ristrutturazioni e per le nuove costruzioni. Posso realizzare impianti idrotermosanitari, impianti di riscaldamento, impianti di climatizzazione, opere di
lattoneria e impianti di irrigazione. Oltre alla realizzazione, garantisco anche un servizio di manutenzione. Mi ripeto spesso: “Saper far tutto è bello, ma non bisogna esagerare, perché si rischia di non far niente di ben fatto”. Quello di esserci sempre è uno degli aspetti del mio lavoro che più mi riempie di soddisfazione. Soprattutto perché sono stato fermo per un infortunio e i medici hanno dichiarato che non sarei tornato a lavorare. Il mio momento di svolta è stato proprio quello dell’infortunio, capitato subito prima della pandemia. Ho avuto modo di riflettere e capire che dovevo rallentare il ritmo. Voglio seguire meno lavori e curarli ancora meglio, mettendoci il tempo che serve. Spesso sembra che gli artigiani siano intrappolati in una corsa contro il tempo, io ho deciso di emanciparmi da questo schema. Dicono che quel che non ammazza fortifica, per me è stato proprio così! Lo dico sempre, mai abbattersi, perché la vita offre sempre delle opportunità. Io sono sempre pronto a valutarle e a coglierle quando ne vale la pena. Il detto: “perché adattarti quando sei nato per distinguerti” mi rappresenta. Nella vita non bisogna mai sentirsi sicuri o sentirsi arrivati, ma è necessario essere contenti di quello che si ha e di quello che si è. Sono una persona tranquilla. In genere non mi arrabbio e cerco di trovare il lato positivo in tutto e questo mi aiuta a vedere le cose nella giusta prospettiva. Se arriverò mai alla pensione, penso che andrò via per vivere all’estero, alla ricerca della libertà. Sinceramente non penso che arriverà quel momento, è molto probabile che resterò a fare l’idraulico per sempre, anche se temo di usurarmi prima. Quello che so è che finché
potrò continuerò a fare l’artigiano e non tornerò a lavorare come dipendente perché apprezzo troppo il senso di libertà che offre il lavorare in proprio. Per me è impagabile. Certo non è facile, perché oltre al lavoro manuale, devi avere molte altre competenze imprenditoriali. Proprio per questo sto cercando una soluzione per avere qualcuno che mi aiuti a gestire la parte amministrativa. Avere ancora l’attività mi rende orgoglioso, soprattutto se penso che tanti artigiani non sono riusciti a superare la crisi portata dalla pandemia. Quel che so, è che io voglio continuare a lavorare con onestà. L’idea dell’imprenditore in carriera non mi appartiene: ho dei valori a cui non voglio rinunciare.

www.idromara.it

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