Luca Paschetta

Voglio restare sempre al passo
e cercare di essere innovativo
WID è una realtà giovane, a settembre festeggerà il suo quarto anno di attività. Mi rappresenta in tutto e per tutto, fin dalla sua nascita. Ad un certo punto ho deciso di fare questo salto nel vuoto, avevo bisogno di staccarmi da un ambiente che umanamente non sentivo affine a me. Tra i programmatori c’è tanta rivalità, io sono per la collaborazione e la lealtà, tra colleghi e con i clienti. Per me il lato emotivo delle cose e della vita stessa ha un’importanza fondamentale. Voglio stare bene, voglio circondarmi di persone che hanno fiducia in me, lavorare quando c’è stima reciproca. Così ho intrapreso questa nuova strada ed ho presto capito che è proprio quella che voglio percorrere. Ho capito che lavorando da solo posso fare molto di più. Sono molto ambizioso ed ho diversi obiettivi da raggiungere, come chiudere tutti i progetti in corso da qui a sei mesi, realizzare nuovi software per l’agricoltura entro l’anno. In un futuro prossimo vorrei dedicarmi a creare startup, portarle al successo e venderle. Devo solo “indurire” un po’ il mio carattere per riuscirci, tutto il resto non mi manca. La parte più importante del lavoro è il contatto con il cliente, almeno per me. Punto ad entrare in contatto emotivo con le persone che si affidano a me per realizzare un sito o per qualsiasi altro prodotto digitale. Solo dedicando loro la giusta attenzione riuscirò a farle
sentire comprese, ma non è solo questo. Io mi sento responsabile del successo che le imprese per le quali lavoro possono raggiungere. Il mio coinvolgimento non termina con la consegna del sito. Io sono un consulente ad ampio spettro, nel senso che cerco di capire tutti i bisogni dell’impresa e suggerisco le soluzioni per creare un ambiente sano capace di raggiungere tutti gli obiettivi dell’azienda, non solo del mio sito. Proprio per questo non riesco a realizzare nulla se non credo nel progetto, se non ne condivido i valori. I miei clienti preferiti sono quelli che hanno una loro produzione, perché il sito diventa esperienza: un luogo in cui raccontare dell’azienda e del prodotto, far sapere al pubblico da dove nasce e a cosa serve. Posso raccontare una storia, cercando di emozionare perché il primo ad essere innamorato di quella realtà sono io stesso. I clienti rappresentano la variabile più interessante del mio lavoro. Confrontarmi con loro, soprattutto con chi non mi ha fatto solo complimenti, mi ha permesso di crescere molto, di capire le dinamiche delle diverse realtà aziendali, di come cambia il modo di interfacciarsi con me in base al ruolo ricoperto. In Italia c’è ancora tanto l’idea che il web marketing è un di più, mentre all’estero hanno capito che è indispensabile. Per gli stranieri il web designer è una rock star, da noi non è ancora così, ma ci stiamo arrivando. La pandemia ha aiutato molto in questo senso: l’urgenza di trovare delle soluzioni per superare l’isolamento, il lockdown e le chiusure forzate hanno spinto le persone a formarsi sulle diverse possibilità che il mondo digitale offre. Da chi semplicemente ha iniziato ad usare piattaforme per le riunioni agli e-commerce per aprire i negozi mentre le serrande dovevano restare abbassate. Questo movimento, in generale, è riuscito a colmare parzialmente il gap dell’ignoranza
generale che caratterizza il nostro Paese. Non posso che esserne contento. Io credo nel progresso continuo, bisogna tenersi al passo e cercare di superarlo. Il concetto base è: quando è su Google Trend è già passato. Per questo non bisogna soffermarsi su quello che si sa fare, ma cercare di superare sempre sé stessi. Nel mio mestiere è fondamentale non fermarsi: se mi ostino a programmare sempre nello stesso modo con cui ho imparato, appena mi cambiano il paradigma esco dal mercato. La mia fortuna è che per me lavorare significa spendere tanta energia e dedizione. Non conosco la parola riposo, star fermi è un’insopportabile perdita di tempo. A volte mi carico troppo di idee, progetti e lavori. La mia scrivania mi fa da termometro, rappresenta in modo puntuale lo stato dei miei pensieri e dei miei lavori. Quando è troppo piena significa che devo prendermi un giorno per sistemarla e svuotare la mente. Dopo sono pronto per ripartire più determinato di prima.

www.lucapaschetta.it

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