Marco Biarese
e Flavia Nannini

La tenda ha sposato
la finestra
La Biarese Serramenti esiste da 47 anni. Produciamo serramenti di alluminio e commercializziamo tutto quello che riguarda l’involucro edilizio, quindi serramenti in legno e PVC, rivestimenti di facciata, vetrate, avvolgibili, frangisole, persiane, verande. Con gli ultimi progetti stiamo ampliando la gamma di prodotti, andando a proporre anche elementi interni come porte, ringhiere in acciaio e dettagli di arredamento e design. Questo perché vorrei iniziare una produzione in modo da non essere soggetti agli andamenti stagionali che ci sono con i serramenti. Con i nuovi filoni di lavoro che stiamo inserendo in azienda mi aspetto una acquisizione più regolare del flusso di attività. Stiamo anche iniziando nuove collaborazioni, è un periodo di grande fermento per noi. Mando avanti l’azienda di famiglia insieme a mia moglie. Io mi occupo della parte amministrativa, gestisco i rilievi, le misurazioni e la cantieristica. Flavia è la nostra commerciale. Con noi collaborano due posatori fissi, abbiamo due persone in produzione e una segretaria. Durante lo stop per il lockdown ho avuto momenti di preoccupazione per la mia famiglia, per l’attività e per le persone che lavorano da tutta una vita con noi. Quel che mi preoccupava di più era la risposta della gente, perché noi, con il nostro lavoro, entriamo nelle case delle persone. Mi sono chiesto cosa poteva succedere se la paura avesse
bloccato il settore. Per fortuna questo timore si è dimostrato infondato: la pandemia ha completamente stravolto i ritmi del nostro lavoro. Siamo stati fermi due mesi come la maggior parte delle attività, ma la ripartenza è avvenuta a inizio luglio. Questo perché tutti aspettavano di capire come procedere per ottenere i vari incentivi statali. Noi, come produttori di serramenti, siamo all’interno della filiera. Non siamo l’elemento trainante, siamo quello trainato e tanto basta per essere coinvolti in queste dinamiche. Così ci ritroviamo a smaltire ancora adesso i lavori dello scorso anno… con tutte le complicazioni del caso. Per il futuro non sono preoccupato, perché il settore dell’edilizia procede verso il risparmio energetico, che si ottiene anche cambiando i serramenti. Quindi mi aspetto che resteremo protagonisti ancora per qualche anno almeno. Nell’ultimo periodo, a prescindere dalla pandemia, i clienti sono cambiati. Trovo che ci contattano persone sempre più esigenti e attente alla qualità del lavoro svolto e del servizio offerto. Si aspettano una puntualità e una precisione che non avevo mai notato prima e questo rende più gratificante portare a termine ogni progetto. A volte capita, mentre sono in giro, di passare davanti a delle mie realizzazioni. Ecco, in quel momento mi sento molto orgoglioso e soddisfatto di me. Non è facile convivere con me stesso, sono sempre autocritico, a volte troppo. Ancora non ho capito se inserire questa caratteristica nella lista dei pregi o dei difetti. Vivo ogni nuovo progetto come una messa alla prova. Gli anni hanno dimostrato che siamo bravi nel nostro lavoro, dovrei viverla con più leggerezza.
Mio marito non sa godersi i meriti che ha: io sono molto soddisfatta di come lavora. È sempre così attento e inquadrato, a me dà una carica pazzesca, è bello poterlo aiutare. Io sono per lui una figura di supporto, tanto sul lavoro quanto a casa. Il nostro matrimonio va a gonfie vele. In 14 anni forse abbiamo litigato una o due volte. La nostra è una vita tranquilla, ci lasciamo i nostri spazi pur condividendo tanto. Sul lavoro spesso capita che per giorni non ci incrociamo, così è ancora più bello ritrovarsi la sera a casa: noi, i bambini e tanta serenità. Ricordo il giorno del nostro matrimonio con gioia, è stata una festa incredibile iniziata con un colpo di scena che ancora tutti ricordano. Il prete ha accolto la nostra unione con un: “La tenda ha sposato la finestra”, riferendosi alle rispettive aziende di famiglia. Ripensarlo è ancora motivo di ilarità. La nostra vita è così: semplice e ricca di gioie e soddisfazioni.

www.biareseserramenti.it

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