Valter
e Stefano Latore

Quello che ci lega
è un rapporto di fiducia e di stima
La mia agenzia si fonda su oltre 20 anni di carriera e sulla forte volontà di dare un’impronta ben specifica alla mia attività. La prima grande sfida è iniziata 7 anni fa, quando mi sono detto che era necessaria una rivoluzione culturale in questo settore. In troppi ancora credono che esiste un margine di arbitrarietà nella soluzione dei casi, ma non è così: siamo soggetti ad una normativa ben specifica. L’assicuratore non è l’amico che aggiusta le cose, ma il consulente che ti offre il prodotto giusto per essere protetto nel momento del bisogno. La polizza serve ad affrontare un evento avverso fornendo un sostegno economico importante. Il punto focale del lavoro, quindi, non è la firma del contratto, ma la configurazione della giusta copertura e di una attenta gestione di un eventuale sinistro. Noi informiamo prima e interveniamo quando si verifica l’episodio che attiva la copertura. Per questo il nostro telefono è sempre acceso. In questo contesto si è inserito in agenzia Stefano. Siamo padre e figlio e in ufficio parliamo all’unisono. Condividiamo valori, ideologie e utilizziamo lo stesso metodo di lavoro, per questo possiamo terminare uno le frasi dell’altro. Il nostro rapporto, a differenza di come si potrebbe pensare vedendoci così complici, non è quello che si crea tra amici, perché va ben oltre. Noi siamo legati da sentimenti di stima, fiducia reciproca e affetto. Siamo orgogliosi
l’uno dell’altro e non c’è niente di più appagante per un padre. Lavorare insieme per perseguire lo stesso scopo ha consolidato ancora di più il nostro rapporto. Stefano ed io abbiamo la stessa visione del lavoro, puntiamo ad essere “cliente centrici”, ed è un bel punto di incontro tra la vecchia scuola basata sull’esperienza e la preparazione fresca di studi. Ci piace instaurare delle relazioni e mantenerle vive. Vogliamo portare consapevolezza nelle persone. Il modo in cui abbiamo scelto di lavorare è faticoso perché abbiamo creato una mole di impegno non da poco. Svolgere così le nostre mansioni paga: ogni giorno riceviamo gratificazioni e riconoscimenti da clienti vecchi e nuovi, il momento più bello è quando ci sentiamo dire: “Grazie, di questo nessuno me ne aveva parlato”. Partito come subagente, Stefano sta studiando per diventare agente di assicurazione per poi far carriera e sostituirmi. Abbiamo in comune il sogno di vederlo imprenditore. “Mi farò trovare pronto” è la miglior promessa che abbia mai fatto a sé stesso e a me. Raggiungere questo obiettivo è la prossima grande sfida. Mio figlio, come tutto lo staff che mi circonda, crede in quel che facciamo. Sono sicuro che, quando arriverà il momento, saprà valorizzare questa eredità. Guardare al futuro non ci distrae da quella che è la realtà attuale. Abbiamo notato che molti nostri concorrenti stanno puntando a orientare i clienti sull’online. Oggi si possono stipulare polizze di ogni tipo con pochi click. Noi perseguiamo la direzione contraria: vogliamo incontrare il cliente, parlargli, instaurare una relazione di fiducia. Per noi la tecnologia è utile solo per velocizzare i processi in modo da avere ancora più tempo da dedicare alla persona. Non crediamo nei prodotti standard, ma nelle polizze personalizzate in grado di essere utili
per le esigenze del singolo. Per questo possiamo definirci dei rivoluzionari. Non ci accomuna solo il lavoro: con mio figlio condividiamo anche i valori e le passioni nella vita. Non trascorriamo tutto il tempo insieme, siamo fortemente convinti che ogni età ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi modi per esprimersi. La più grande passione che ci accomuna è quella per la moto. È proprio la passione per la moto che mi fa sentire il salto generazionale che c’è tra noi. Per lui oggi rappresenta la velocità, per me ha perso quel significato. Ora, quando stacco da lavoro, ho proprio bisogno di dedicarmi a qualcosa di più tranquillo, anche se non conosco cosa sia il riposo.

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